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venerdì 16 giugno 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#8)


Finalmente è ONLINE l'8° episodio di Un'estate fuori programma. Il finale della scorsa puntata mi ha lasciato a bocca aperta e quanto avrei voluto avere già tra le mani il seguito...
Addio gente, io corro a scoprire come si evolve la storia di Roberto! 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.
Non dimenticate di lasciare un piccolo segno del vostro gradimento qui sotto!

Capitolo 1 - QUI
Capitolo 2 - QUI
Capitolo 3 - QUI
Capitolo 4 - QUI
Capitolo 5 - QUI
Capitolo 6 - QUI
Capitolo 7 - QUI

Capitolo 8

«Ok, ragazzi, io direi che…» tento, ma loro non mi sentono proprio. Sono in un’altra dimensione, un altro luogo… Mi tornano in mente le parole di Scanu: “l’universo, l’universo…” Dio mio, ma perché mi accade sempre il mondo? Io me ne stavo così tranquillo per i fatti miei, no? E invece quella stronza di Cinzia, con quel bastardo del ragazzo, hanno deciso che dovevo uscire. E mi hanno fatto l’imboscata con Achille. Non che non sia stato contento di uscire anche con lui, però mi sarei risparmiato questo finale. Spero solo di poter andare via con la persona per cui parteggio… 
Vedo Achille sferrare un pugno sullo zigomo di Marco che, come se nulla fosse, neanche va all’indietro e contraccambia con un gancio uguale. 
«No, ragazzi, no» cerco di fermarli, ma sono costretto a scansarmi di lato per non essere travolto da Marco che è stato appena colpito alla pancia. Poi Achille parte… e parte, cazzo! Chi se lo immaginava che era una specie di pugile?! 
Uno. 
Due. 
Tre. 
Quattro. 
Cazzo, così lo ammazza! 
«Basta così, Achille» riprovo, facendo un passo in avanti, ma lui ha lasciato che Marco cadesse in terra, gli è salito cavalcioni sul torace e continua a colpirgli la faccia come se fosse uno di quei sacchi pieni di sabbia. 
C’è solo una cosa che posso fare, ovvero aggirarlo e afferrargli le braccia da dietro. Sperando di non prendercele io stesso! 
Ho perso il conto dei pugni che sta sferrando a Marco, ma il sangue che esce dal naso di quello stronzo mi basta. Non sono un tipo impressionabile, capitemi bene, e sto anche godendo come un porco per la lezione che sta prendendo il mio aguzzino, ma così è un po’ eccessivo. 
Arrivo alle spalle di Achille, ma appena faccio per protendere le mani verso di lui, il mio amico si ferma, il fiato corto che gli alza e abbassa il torace, e si solleva. 
«Tu stai bene?» mi chiede, voltandosi verso di me. È sudato, ha i capelli in disordine, ha gli occhi lucidi e il respiro concitato, eppure si preoccupa per me. Senza sapere assolutamente che il rischio che stavo correndo io l’ho già… vissuto? Posso dire così? In fondo questa non sarebbe stata altro che una recidiva. 
«Io… sì, non mi ha fatto niente» rispondo, lanciando uno sguardo a Marco che, nel frattempo, ha portato entrambe le mani sul naso. Per quanto Achille lo ha colpito, non mi sembra se la passi poi tanto male. Forse non ci è andato giù pesante come mi è sembrato? Ma il sangue c’è, non me lo sto immaginando… 
Proprio in quel momento il mio aguzzino si alza a sedere e lancia uno sguardo assassino prima ad Achille e poi a me. È istintivo per le mie gambe ritrarsi, ma non faccio in tempo a fare alcun passo che il mio nuovo supereroe mi si para davanti allargando un braccio come se volesse impedirmi di lanciarmi contro quel pezzo di merda. 

venerdì 2 giugno 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#7)


Dopo una breve pausa scrittura dell'autrice (Caccia finale sta arrivando!) torna Un'estate fuori programma.
Avevamo lasciato Roberto all'entrata di una discoteca in compagnia del suo desiderio più grande e di tanti dubbi. 
Cosa  si sarà inventata questa volta C.K. Harp? Scopriamolo nella settima puntata! 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.
Non dimenticate di lasciare un piccolo segno del vostro gradimento qui sotto!

Capitolo 1 - QUI
Capitolo 2 - QUI
Capitolo 3 - QUI
Capitolo 4 - QUI
Capitolo 5 - QUI
Capitolo 6 - QUI

Capitolo 7

Sto succhiando dalla mia cannuccia come se da questo dipendesse la mia salvezza, ma lo so che tanto non accadrà. Odio la musica da discoteca, odio i corpi sudati che si appiccicano tra loro, odio l’aria viziata, la puzza della gente, la saliva che schizza, l’esagitazione, la voglia di divertirsi a tutti i costi, la roba che si fanno per tirarsi su, il fatto di non poter parlare, e poi… 
«La vuoi smettere?» mi urla nell’orecchio Cinzia, catapultandosi addosso alle mie spalle come un sasso del cazzo dopo una valanga. 
Ecco, io odio le valanghe! 
«E tu si può sapere perché non hai detto a nessuno che mi stanno sul cazzo questi posti?» le chiedo, inviperito, osservandola mentre mi si siede di fianco. Mi sono spostato sul divanetto per non essere costretto a venire sballottato da una parte all’altra della pista, ma i guai mi seguono. 
It mi segue. 
«Non hai nessun motivo per comportarti così» mi contraddice lei, scuotendo la testa. Mi è talmente vicina, pur di farsi sentire, che posso sentire la menta ormai svanita della sua gomma da masticare, il profumo misto al sudore, e l’odore della sua pelle che la rende lei. Lei e nessun’altra. La vedo che si asciuga la fronte con una mano e poi si sporge in avanti per afferrare la sua birra. «Non ho mai capito perché sei così stupido» aggiunge. 
E grazie tante, stronza. 
«Io non ho capito cosa vuoi dalla mia vita, invece» controbatto, allontanandomi. Striscio col culo sul divanetto e approdo al lato opposto, guardando in cagnesco la cugina di It che adesso mi lancia occhiate di commiserazione. E certo, perché io sono il povero insettucolo da biasimare… 
Stringo i denti, mi getto di nuovo sulla cannuccia e succhio il cocktail dolciastro che hanno insistito affinché bevessi. Tutti e tre: Cinzia, Davide e… Achille. 
A proposito di lui… Mi guardo intorno, cercandolo con lo sguardo, ma in tutta la bolgia che affolla il centro del locale è praticamente impossibile. 
Quanto può resistere uno come me in un posto come questo? Quanto, prima che i ricordi che sto cercando di cancellare in ogni modo tornino a galla, facendomi precipitare in uno stato d’animo che ho faticato tanto per abbandonare? 
«Ok, basta, tutto questo è ridicolo» borbotto, lasciando il mio bicchiere svuotato per metà sul tavolino. Mi alzo, mi sistemo i pantaloni, quindi faccio un passo in avanti per andarmene, ma un braccio abbranca il mio e mi blocca. 
«Dove vai?» 

venerdì 5 maggio 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#6)


*Udite Udite*: C.K. Harp ha sfornato anche la sesta puntata di Un'estate fuori programma. 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.
Vi avverto che la situazione inizia a scaldarsi per bene e io non vedo già l'ora di leggere il nuovo capitolo!
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Capitolo 1 - QUI
Capitolo 2 - QUI
Capitolo 3 - QUI
Capitolo 4 - QUI
Capitolo 5 - QUI

Capitolo 6

Ok, usciamo. Non è che abbia scelta, comunque. Tolto il fatto che Achille mi ha guardato con due occhi quasi imploranti (cioè, capite?) mia sorella ha cominciato a fare la stronza all’ennesima potenza, sussurrandomi all’orecchio i numeri che mamma e papà avrebbe potuto fare anche in mia presenza, quindi sono sgattaiolato in camera, mi sono vestito con un minimo di decenza, e ho raggiunto la banda in un tempo record di cinque minuti. 
Io. 
Cinque minuti. 
Da non credere… Com’è che dicono? Tira più un pelo di figa che… No, be’, ma non hanno visto con chi lavoro! 
«Ok, ci siamo tutti?» chiede Davide, ma è ovvio che nessuno gli risponda. 
«Credo di sì» replica mia sorella, e io evito di guardarla perché sarebbe come sparare sulla croce rossa. 
Come cazzo abbiamo fatto a uscire dallo stesso posto? Avete presente quando hai la sensazione di essere stato adottato, ma più guardi te e i tuoi, e più le somiglianze sono troppe per poterci credere davvero? 
La mia, in realtà, è una speranza. 
«Andiamo allora!» esclama mio cognato, lanciando uno sguardo allegro alla ragazza. Dio, cosa si fa per… 
Ma forse sono troppo cinico, forse la ama per davvero. Che cazzo ci trovi in lei non lo so, però…
«Tutto ok?» 
Cazzo. Cazzocazzocazzo. Ce l’ho di fianco, proprio qui a destra, e la sua voce mi ha fottuto i pensieri, il cervello, l’ossigeno. Non me ne ero accorto. Cioè, sì, lo sapevo che uscivamo insieme, che saremmo stati confinati tutti e due in un posto chiuso come la Ka di Davide (andiamo, ma quale cazzo di ragazzo etero si fa la Ka? No, non quella nuova, ma un vecchio modello del 2000 con trecentomilioni di chilometri e una radio che “per carità la vita), ma… Non ci avevo pensato seriamente. Avevo cercato di non crederci. 
E invece è qui, a un soffio, il suo alito nell’orecchio, un profumo buonissimo che mi invade ovunque (OVUNQUE) e una specie di corrente elettrica che mi stordisce. 
Non devo voltarmi. Non devo farlo, perché è troppo, troppo vicino. 
Mi volto. 
«Tutto ok» esalo, ma non lo so se ho risposto davvero o se è stata solo una mia impressione. È buio, non dovrei vederci un cazzo, eppure i suoi occhi riflettono contro le luci della strada, squarciandomi dentro. Mi stanno perforando, scavando, e io ci vorrei fare l’amore con loro. Non solo con quelli, sarei un po’ troppo macabro, ma mi avete capito, no? 
«Scusa se non ci siamo più sentiti, ma ho avuto… dei problemi» dice, ritraendosi un po’. Si passa una mano tra i capelli e lancia un’occhiata verso la postazione davanti, da cui arriva il chiacchiericcio tranquillo di Cinzia e Davide. 
«Non devi dirmi niente, non devi…» 

venerdì 28 aprile 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#5)


Vi è mancato Roberto? Le sue avventure continuano nella quinta puntata di Un'estate fuori programma. 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.
Oggi potete anche godervi la lettura del nuovo capitolo accompagnati dalla colonna sonora del racconto ;)
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Capitolo 1 - QUI
Capitolo 2 - QUI
Capitolo 3 - QUI
Capitolo 4 - QUI
Colonna sonora

Capitolo 5

Sono passati cinque giorni. Cinque cazzo di giorni e lui è sparito. Lui - lui, Achille. Cioè, volatilizzato! Puff, come se non fosse neanche mai esistito. Ma vi pare? 
Quando dico che la vita sa essere di merda, non dico mica cavolate: è proprio così. “Mai una gioia” con me assume nuovi ed esaltanti significati, come se quello stronzo di Murphy volesse inscenare nuovi panorami per creare il termine “sfiga 2.0”. 
Insomma, non è che mi possa lamentare, comunque. Tolto il primo giorno, Mirella è diventata quasi accettabile, tipo lo scarafaggio di Kafka con la mela incastrata nel culo, e il padre di Achille è malleabile quanto l’impasto della frolla. Sì, lo so che ha un nome, ma chiamarlo “il padre di Achille” mi infonde quel dolore piacevole nello stomaco tipo quando hai una bolla sulla lingua e continui a stuzzicarla con i denti perché in fondo ci godi. 
Sì, sono strano, ma neanche più di tanto. Almeno io non mi mangio le unghie dei piedi, ecco. 
Comunque, sono tornato a casa da dieci minuti e già rimpiango il fatto di non averci impiegato un’altra ora di autobus, magari dilatando i minuti fino a vedere le luci spegnersi e i miei andare a letto. E invece no, sono masochista e sono tornato in tempo per la cena. 
Ve la risparmio, davvero, perché è uno stillicidio continuo. Tra quell’invasata di Cinzia che mi guarda come se stessi nascondendo il terzo segreto di Fatima, il ragazzo che non fa che chiedermi come va il nuovo lavoro, e mia madre che confabula con mio padre per stabilire chi dei due debba stare sotto o sopra stanotte (non è che lo stiano proprio dicendo apertamente, ma riconosco i segnali quando li vedo, e non è una gran bella veduta, ve lo dico. Vi è mai capitato di sentire i vostri genitori fare sesso? Cristo santo, spero per voi di no! Una cosa abominevole! Ancora adesso, durante le notti solitarie, nella penombra della mia stanza, quando la luna filtra sorniona dalle imposte, rabbrividisco al pensiero della voce di mio padre che fa: “Ahhh!”. Dio mio, che m’avete fatto venire in mente!) è il delirio! 

sabato 15 aprile 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#4)


Le avventure di Roberto continuano nella quarta puntata di Un'estate fuori programma. 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.
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Capitolo 1 - QUI
Capitolo 2 - QUI
Capitolo 3 - QUI
Capitolo 4


Il viaggio è stato estenuante. Sì, be’, posso immaginare che una parola del genere dal vostro fedelissimo non ve la sareste mai aspettata, ma è l’unica che mi viene in mente per descrivere lo sforzo sovrumano che ho fatto per non tirare il freno a mano e saltare addosso a questo… Dio santo, come faccio a descriverlo? 
Cioè, non avete idea di quello che ho provato ogni volta che scalava o aumentava marce, con quel braccio che scendeva verso il cambio, il muscolo che si tendeva, le vene in rilievo sull’avambraccio, la pelle già più scura… Deve amare il mare, al contrario mio. 
Achille è una bomba, per me, e so già che non troverò mai il filo rosso per evitare che detoni tra il cuore e lo stomaco. Se esistono i colpi di fulmine, io sono stato appena folgorato. Porca trota! 
«Arrivati…» mi dice a un tratto. Metto a fuoco la frutteria, proprio davanti a me, e tossicchio per darmi un contegno. Mi rendo conto che avevo lo sguardo vitreo, tipo “vacanza col morto”, eppure ho parlato…
Cazzo, a dire il vero non mi sono fermato un attimo. È sempre così, quando mi sento sotto pressione: non mi prendo neanche la briga di prendere fiato. Devo averlo rimbambito e ora sono certo che mi odia. 
«Ehm… ok» bofonchio, cercando a tastoni la maniglia per aprire questo dannatissimo camioncino. 
«Aspetta, faccio io» interviene lui, sporgendosi su di me, la mano sulla mia. Mi ritrovo a trattenere il fiato di nuovo, come poco fa, mentre lui (a tradimento) si volta verso di me. Cioè: si volta verso di me! Per la seconda volta nel termine di mezz’ora ho la sua bocca a pochi centimetri dalla mia, lo stesso sorriso di poco fa, gli stessi occhi luminosi che adesso posso vedere anche meglio grazie al sole che ormai è abbastanza alto da rischiarare ogni cosa. 
«Io…» 
«La portiera è difettosa» mormora «e se non sei abituato…» Lascia cadere la frase, ma i suoi occhi rimangono nei miei. Ve lo posso dire che non so più come cazzo mi chiamo? Chi sono? Da dove vengo? No, non sono ET, ma non mi dispiacerebbe un incontro ravvicinato…. Del terzo, ma pure del quarto tipo: va tutto bene! 
«Ok» sussurro, mentre sento il sedile dietro alle mie spalle diventare parte integrante del mio corpo. Se non retrocedessi come sto facendo, a quest’ora avrei le sue labbra sulle mie. 
Si avvicina. 
Cazzo, si avvicina! 

venerdì 7 aprile 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#3)


Pronta per voi anche la terza puntata di Un'estate fuori programma. 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.
Abbiamo lasciato Roberto in trepidante attesa di un passaggio al lavoro offerto proprio da LUI. Cosa succederà?
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Capitolo 3

Il grande giorno è arrivato… Ok, sì, è solo martedì, in effetti, ed è anche abbastanza di merda, a giudicare dal cielo grigio, però non ho dormito un cazzo al pensiero di Achille e i suoi messaggi. Cioè, vi rendete conto che mi ha contattato lui? E che si è informato, si è preoccupato… Sì, lo so, mi sto entusiasmando come Cenerentola davanti alle pantegane che lavoravano ai suoi vestitini per il ballo, ma… cioè… Ok, basta, la smetto. 
«Ehi, ti sembra il caso?» mi apostrofa mia sorella mentre esco dalla camera con uno sbadiglio a metà. 
Ovviamente mi muore in gola e la maledico come farebbe la strega cattiva. Mi volto verso di lei. Mi sta indicando e io, lo ammetto, non capisco. Tolto che l’unico neurone che la mattina gira per il mio cervello rincorre solo le lettere del nome di quel bonazzo, stile cheerleader (Datemi una AAAAAA, datemi una CCCCCCCC!), come ho detto ho dormito praticamente zero. 
«Ci sono altre parole nel vocabolario» replico, grattandomi la testa. «Sforzati… e spicciati anche, perché vado di corsa… A proposito, che ci fai in piedi a quest’ora, te?» le chiedo. Lentamente, comincio a carburare. 
«Punto uno» inizia, piazzandosi davanti a me con le gambe divaricate e le mani aperte per enumerare «devo prepararmi, dato che oggi vado al mare con Davide e passa a prendermi alle nove…» 
«Sono le cinque, Cinzia. Che cazzo vivi, in uno stargate?» chiedo, stralunato. 
«Punto secondo» prosegue, ignorandomi con tanto di occhi al cielo «indicavo il tuo pacco. Frocetto o no, è ora che ti dai una regolata.» 
No, ma questa ci si è svegliata appositamente per rompermi i coglioni? Che dovrei fare, tagliarmelo perché i suoi dolci occhietti non sopportano la vista di… ok, devo ammettere che sono abbastanza osceno, adesso che mi guardo. No, non è che si veda niente, è che i boxer con cui ho dormito, perché faceva un caldo boia, adesso sembrano davvero una seconda pelle. Cazzo, mi si scolleranno di dosso? 
Mi copro, grugnisco un «fuck» generico e dopo averla dribblata mi rifugio in bagno chiudendomi la porta alle spalle. 
«Ehi! Guarda che io non ho finito!» urla la valchiria dal corridoio, battendo sul legno neanche fosse alle prese con un sacco da boxe.
«Faccio subito» replico, ma intanto mi posiziono davanti allo specchio e mi osservo. 

venerdì 31 marzo 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#2)


L'attesa è finita! 
Torna la rubrica C.K. Harp in racconto... con la seconda puntata di Un'estate fuori programma, che narra le vicende di Roberto alle prese con la classica cotta adolescenziale. 
Il problema è però che la meta dei suoi sospiri è un ragazzo più grande, figlio del nuovo capo, assolutamente etero. Lui 16 anni, Achille - già... Achille! - 21, i loro mondi sembrano essere agli antipodi. Eppure... 
Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.

Capitolo 1 - QUI

Capitolo 2


Sono tornato a casa da circa due minuti e già rimpiango la frutteria. C’è qualcosa che in effetti non va in tutto questo, e so anche che dovrei sapere cosa. Ho Ruggeri che mi canticchia nell’orecchio: “Mistero”, ma in realtà lo so qual è la verità: Achille è un bonazzo che neanche Dean di Supernatural. Non me ne frega niente del lavoro: io non vedo l’ora di rivedere lui! 
Guardate che vi vedo mentre storcete la bocca sul paragone con Dean, come a dire: “Se vabbe’”, ma è bello davvero, eh? 
«Allora? Com’è andata? Presa qualche zucchina?» esordisce quella stronza di Cinzia. Ah, sì, non vi ho detto il nome di mia sorella… Non è una gran perdita, ve lo posso assicurare. 
Me la guardo mentre sorride, e io alzo il dito medio mentre rientro in camera. 
Chiudo la porta alle mie spalle, cercando di ignorare i rumori oltre la mia porta. Voglio starmene da solo a ripensare a quel culo di marmo che mi sono ritrovato davanti, rivivere la giornata (sì, ok, quella manciata di minuti) al rallentatore, da quando è entrato in scena Achille (cazzo, ma perché l’hanno chiamato così?!), perché è questo quello che mi interessa. Mirella è una grandissima stronza, l’ho già inquadrata, Mario un bonaccione e… Cristo santo, Achille uno che non mi stancherei mai di leccare. Sì, sì, leccare: avete letto bene. Il momento in cui ha buttato fuori il fumo dalla bocca, di lato, mentre mi osservava, soppesava… C’è stato un attimo in cui mi ha guardato proprio negli occhi e… Be’, mi credete se vi dico che mi si è drizzato in un secondo? Tipo i soldati in fila davanti al comandante, con tanto di mano sulla fronte… Ma una cosa… Tanta roba! 

venerdì 24 marzo 2017

C.K. Harp in racconto: "Un'estate fuori programma" (#1)


Con grande piacere inauguro la nuova rubrica del blog intitolata C.K. Harp in racconto...
M/M e Dintorni ha l'onore di ospitare l'autrice C.K. Harp che ogni settimana ci delizierà con un nuovo capitolo della storia M/M Un'estate fuori programma, che narra le vicende di Roberto alle prese con la classica cotta adolescenziale. 
Il problema è però che la meta dei suoi sospiri è un ragazzo più grande, figlio del nuovo capo, assolutamente etero. Lui 16 anni, Achille - già... Achille! - 21, i loro mondi sembrano essere agli antipodi. Eppure... Un chick lit in chiave lgbt per prepararci alla bella stagione e sorridere alle occasioni che ci presenta la vita... e un'estate fuori programma.


Capitolo 1

Lo so, lo so. Me lo sto chiedendo anche io, lo giuro. 
Mi sto guardando intorno, tra zucchine e patate, e mi sto chiedendo: come? Come diamine ha fatto Davide, mio cognato, a convincermi? Santiddio, non ci credo! 
Ho sedici anni, una vita davanti, un discreto successo coi ragazzi e attributi di tutto rispetto. 
Soprattutto, ho una cazzo di immagine. Mio cognato questo lo sa: lo sanno tutti! Ho fatto coming out due anni fa, tra lo sconcerto di mia madre e un tic cronico all'occhio destro di mio padre. Mia sorella ha alzato le spalle, mi ha intimato di stare alla larga dai suoi ragazzi (come se li contaminassi col fluido) e si è andata a truccare. Cioè: tutto nella norma (che poi, conoscendola, è stata tanta grazia se si è abbassata a dirmi la sua). Ha tre anni più di me, ma il cervello stenta a decollare, povera ragazza. Forse è per tutto quel cazzo di stucco che si mette sugli occhi, forse, per il velo di gloss sul blush (Cristo santo, una volta non c'era il cazzo di rimmel e basta? Cioè, Tatiana all'Heaven usa quello e un sacco di brillantini...). Vabbe', in ogni caso, lei ha sempre lavorato in estate e io... Io anche voglio i miei soldi! Mi sono stancato di chiedere sempre ai miei, che poi mi chiedono perché e per come e mi ritrovo mia madre in piena notte con la torcia del cellulare che cerca i preservativi per vedere se sono attivo o passivo (l'ultima volta che abbiamo affrontato l'argomento di poco che non la ricoveravano). 
«Oh, eccoti! Roberto, giusto?»