Buon inizio settimana a tutti!
Oggi vi propongo il mio pensiero sul romanzo Clover di Francesca Bufera, un M/M tutto italiano del quale vi avevo parlato in occasione del Blogtour ad esso dedicato e al quale ho avuto il grande piacere di partecipare.
Se volete scoprire qualche curiosità in più sul mondo di Clover, qui trovate la mia tappa e i link dei post delle mie colleghe blogger, tutto rigorosamente spoiler free.
Ora bando alle ciance e tuffiamoci insieme nella favolosa storia creata da Francesca...
Oggi vi propongo il mio pensiero sul romanzo Clover di Francesca Bufera, un M/M tutto italiano del quale vi avevo parlato in occasione del Blogtour ad esso dedicato e al quale ho avuto il grande piacere di partecipare.
Se volete scoprire qualche curiosità in più sul mondo di Clover, qui trovate la mia tappa e i link dei post delle mie colleghe blogger, tutto rigorosamente spoiler free.
Ora bando alle ciance e tuffiamoci insieme nella favolosa storia creata da Francesca...
Titolo: Clover
Autore: Francesca Bufera
Data pubblicazione: 29 Settembre 2016
Casa Editrice: Centauria Libri
Casa Editrice: Centauria Libri
Prezzo: €4.99 (ebook) - €9.90 (cartaceo)
Tre uomini sono nel destino di Christian Airman: Will, un poliziotto dagli occhi di ghiaccio, Tyler, un chitarrista rock dalla sorprendente tenerezza, e Harry, un giovane che vive di espedienti e della sua pessima reputazione. Per un ragazzo timido, inesperto e appena trasferito da un'altra città, la situazione è inquietante ma a suo modo promettente, se non fosse per il segreto che Christian non può confessare: un potere che da sempre gli scorre nel sangue. Nessuno può davvero capire il suo "problema", nessuno può aiutarlo, ed è una vita che fugge. Ma a Cardenal, California, sembra che i suoi guai siano destinati solo ad aumentare: la città è infestata da spiriti predatori e lui è tra i pochi che sa come vadano affrontati. Mentre la rete di amicizia, ostilità e passione che lo lega a Will, Tyler e Harry si fa sempre più intricata, e il locale che frequentano, il Clover, diventa il centro di una guerra fra mondi, Christian dovrà scegliere da che parte stare. In più di un senso. Gli spiriti vivono attorno a noi e dentro di noi. Scegliere e scegliersi sono le battaglie più importanti che possiamo ingaggiare.
Cosa ne penso...
Mi sono tuffata nella lettura di questo libro senza nessuna aspettativa, non conoscevo la "vecchia" storia pubblicata su EFP intitolata Four, insomma non sapevo nulla se non quel poco che ho potuto carpire dalla sinossi e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da ciò che vi ho trovato.
Sono stata immediatamente risucchiata nella storia, ho divorato il libro in poche ore e non l'ho lasciato finché non sono arrivata alla parola "fine".
La scrittura scorrevole e accattivante dell'autrice mi ha rapito, riesce a mantenere sempre alta l'attenzione del lettore, non ci si annoia mai e si volta una pagina dietro l'altra senza nemmeno rendersene conto.
Francesca ha creato un mondo originale, avvincente, affascinante dai tratti dark, dove l'adrenalina più pura si mischia alla sensualità. L'idea di fondo è assolutamente intrigante e geniale, la parte fantasy si amalgama perfettamente con la semplice realtà e la giovane età di Christian dona una certa freschezza alla storia.
Christian è una creatura sovrannaturale, apparentemente è un normalissimo ragazzo, ma nasconde un grande potere. Il dono di poter prevedere catastrofi lo mette però in difficoltà da tutta la vita, non vuole accettare ciò che è realmente, vuole sfuggire al suo destino e proprio per questo motivo si è rifugiato a Cardenal.
Purtroppo non si può scappare per sempre dalla propria natura e le visioni non si sono fermate di sicuro.
Troppe volte aveva voluto convincersi che le sue visioni non necessariamente dovevano avverarsi. Troppe volte invece si erano realizzate, quando lui avrebbe potuto evitarlo. Perché la natura aveva riservato una responsabilità del genere a una creatura quieta e un po' vigliacca come lui? Maledetta genetica. (...) Ormai aveva capito che quando la premonizione invadeva il suo cervello c'era una sola cosa da fare, ammesso che riconoscesse il luogo: mettersi a correre in quella direzione. Christian







